Smoke of God di Simone Andreoli

Smoke of God di Simone Andreoli

Smoke of God: il nuovo profumo divino di Simone Andreoli.

“Se gli dei nelle loro notti oscure fumassero per viziare il proprio spirito, fumerebbero incenso”.

L’artista del profumo Simone Andreoli racconta così la genesi della sua nuova fragranza “Smoke of God”, letteralmente “Fumo di Dio”. Insieme a Sentosa, Camouflage e Don’t Ask me Permission fa parte della collezione Scritture nel Buio del suo celebre Diario Olfattivo. Come tutte le creazioni olfattive di Simone Andreoli anche Smoke of God racconta di un viaggio, o meglio, della dimensione sacra di un viaggio interiore: un’andata metafisica verso i deserti dell’Oman e della Somalia e un ritorno spirituale verso se stessi.

Profumi Deep Island e Camouflage

Simone Andreoli è un cosmopolita, un viaggiatore che fin da bambino ha imparato ad aprirsi al mondo. Da che viaggio nasce un profumo come Smoke of God?

Ho perso ogni contatto con la realtà per entrare nel mezzo del nulla e lasciarmi andare alla legge del deserto. Una regola non scritta, un codice non espresso ma che impone una visione; guardarsi dentro. Non esiste niente, non succede niente. Parlano i tramonti riflessi nella mia iride ma aspettano l’oscurità per svelare ogni significato. La notte è la poesia del buio, custode di pensieri naufragati e parole con Dio.”

Confrontarsi con un paesaggio potente e misterioso come quello desertico significa perdere la percezione del proprio mondo conosciuto, geografico e interiore. L’unica legge possibile nel deserto è il deserto stesso. Nel silenzio di questa immensità di sabbia, vento e infiniti orizzonti perdiamo le tracce del tempo, i limiti spaziali. E mentre il sole tramonta lentamente lasciando il passo alla notte più buia, immobile e rivelatrice, non resta che guardarsi dentro, ristabilire un contatto con se stessi. 

Smoke of God interpreta l’essenza di questa oscurità aprendosi alla dimensione del divino. Cattura e sfuma le suggestioni del sacro e della notte desertica traducendole in poesia olfattiva tridimensionale. Sul fondo libera sentori d’incenso dell’Oman e cuoio; nel cuore si mescolano cashmere, assenzio e amyris; sul finale vibra d’incenso della Somalia, elemi e styrax.

L’incenso dell’Oman e l’incenso della Somalia sono le note caratterizzanti Smoke of God. L’incenso dell’Oman, chiamato anche franchincenso e decretato come il miglio incenso del mondo, deriva dalla resina degli alberi di Boswellia Sacra nella regione verde e montuosa del Dhofar, al confine tra Oman e Yemen. È una fragranza molto intensa, aromatica e resinosa. Secondo la tradizione mediorientale, come del resto in ciascuna delle quattro religioni monoteiste, l’incenso dell’Oman allontana gli spiriti maligni e ci mette in comunicazione con Dio. Particolarmente aromatico e balsamico, l’incenso della Somalia è invece più leggero, fresco. Impiegato nella medicina tradizionale e nei rituali di purificazione, quest’incenso prodotto al confine tra Somalia ed Etiopia ha un aroma speziato, caldo e avvolgente.

Profumi Simone Andreoli

La nota di fondo di Smoke of God ha un tocco vigoroso, animalesco e sensuale dato dal cuoio, nota che si fonde irresistibilmente con l’essenza dolce, di legno e di resina, della pianta di Amyris, di origine Giamaicana ma diffusa specialmente in Sud Africa e Centro America. L’Amyris evoca purificazione spirituale grazie alla sua capacità di rilassare la mente, calmare l’ansia e disinnescare lo stress. Un vero e proprio invito all’armonia mente-corpo e alla riconciliazione con il proprio Io e con il mondo.

L’assenzio - aromatico, legnoso e vegetale - regala a Smoke of God un soffio di freschezza verde-clorofilla mentre l’elemento cashmeran ne sprigiona la morbidezza muschiata. La componente di Styrax, distillata dalla resina dell’albero indiano di Storace, screzia il profumo d’ambra, rafforzandone intensità e persistenza e avvolgendoci in un abbraccio caldo, rotondo al gusto di vaniglia. L’Elemi viene distillato da un albero tropicale originario delle Filippine. Ricorda l’essenza di finocchio ma lievemente pepato. In arabo elemi significa “sopra e sotto” e non a caso il suo olio essenziale viene utilizzato per riequilibrare i punti chakra superiori e inferiori secondo i precetti dall’antica tradizione indiana. Anche quest’essenza dall’aura mistica e fortificante fa leva, quindi, sulla nostra interiorità per accompagnarci verso un punto di equilibrio ideale tra noi stessi, le nostre azioni, le nostre responsabilità. 

Smoke of God è allora qualcosa di più e di diverso da un profumo. È un’esperienza intima, un profumo spirituale che inebria la propria sensibilità e non soltanto i sensi. È un viaggio notturno nel deserto che illumina e scalda nel profondo la nostra anima. 

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